Salar di Atacama è un deserto salato di sola roccia, in pratica una distesa piatta dove grumi di sale misti a frammenti di roccia creavano un paesaggio tra il bianco e l'avana veramente molto particolare. I detriti rendevano il terreno molto sconnesso. Mantenere l'equilibrio era molto difficile. Nel nostro viaggio abbiamo incontrato tantissime rovine di villaggi ormai disabitati, spesso terreno di gioco per le scorribande di alcuni bambini. Avevamo soggiornato in un albergo ricavato da una vecchia casa coloniale, con mura spessissime e acqua calda che sgorgava direttamente dal sottosuolo.
Durante la notte abbiamo anche avuto l'occasione (dormendo un po' poco) di vedere in azione lo spettacolo dei geyser del posto. L'acqua che sgorgava da terra usciva dalla terrazza disegnando particolari figure geometriche ad altissima temperatura, accompagnata da pennacchi di vapore. Il terreno intorno assumeva una colorazione quasi marziana, con una serie di pozze d'acqua bollente e piccole aree con terra melmosa, quasi liquida. Bella esperienza. Il rumore dei geyser ha continuato ad accompagnarci fino all'ora di colazione, mentre si poteva ancora avvertire l'odore di zolfo nell'aria. Non molto distante c'era Toconao, un villaggio a circa un'ora e mezza da Atacama, costruito totalmente in argilla.
Abbiamo visitato il paese a cavallo. E' stata un'esperienza quasi surreale. Il villaggio era immerso in un silenzio inimmaginabile. La zona era piena di laghi colorati e cespugli color avana in mezzo al ghiaccio e alla neve. Durante la sera ci capitava di ascoltare gruppi di musica atacamena. Trasmettevano una grande gioia e mi facevano fantasticare su antiche civiltà ormai perdute.
Nel Museo di San Pedro di Atacama abbiamo visto proprio tante mummie, conservate in modo a dir poco impressionante. Alcune avevano perfino unghie e capelli, e non sembravano affatto corpi risalenti a un migliaio di anni fa. Il museo raccoglie anche una collezione incredibile di reperti archeologci, tra cui punte di freccia, bifacciali, ceramiche e stoffe, degni di una cultura molto ampia e profonda, con meno fortuna di quella Inca, ma sicuramente con una capacità di produzione artigianale assolutamente di primissimo livello. Il giorno della visita al museo è stato l'ultimo del nostro viaggio. Da Atacama siamo ripartiti per Santiago. Del viaggio è rimasto un bellissimo ricordo da custodire, come le freccia trovata durante la nostra passeggiata a Punta Arenas.
